La melatonina è una sostanza naturale prodotta dal nostro organismo—precisamente dalla ghiandola pineale—che svolge un ruolo chiave nel regolare il ciclo sonno-veglia. Durante la menopausa il suo contributo alla qualità del riposo diventa particolarmente rilevante per molte donne, che riscontrano cambiamenti importanti nel ritmo e nelle caratteristiche del sonno.
Cambiamenti ormonali e sonno in menopausa
Durante la menopausa, la progressiva riduzione degli estrogeni e del progesterone modifica profondamente l’architettura del sonno. Questi ormoni, infatti, influenzano sia il tempo necessario per addormentarsi, sia la profondità e la continuità del sonno notturno. Il fisiologico declino nella produzione di melatonina, un processo che si accentua con l’età, risulta particolarmente marcato nelle donne durante la menopausa. Questa riduzione ormonale è uno dei fattori che contribuisce a un’alterazione della qualità del riposo, che tende a manifestarsi con una minore continuità e una ridotta durata complessiva del sonno¹.
In questo contesto, molte donne riferiscono frequenti risvegli durante la notte e al mattino presto, oltre a una maggiore difficoltà nel mantenere un ritmo sonno-veglia regolare, specialmente quando si verificano i cosiddetti sintomi vasomotori come vampate di calore e sudorazioni notturne. Questi disturbi possono essere aggravati da altri fattori tipici di questa fase della vita, quali ansia, cambiamenti di umore e un aumento della massa adiposa addominale¹.
Melatonina: ruolo biologico e beneficio in menopausa
La melatonina svolge un ruolo chiave nella sincronizzazione del nostro orologio biologico: il centro di controllo cerebrale che allinea i ritmi del corpo con il ciclo naturale di luce e buio, favorendo, così, l’alternanza tra veglia e sonno. La sua concentrazione nel sangue aumenta di sera, segnalando all’organismo di prepararsi per il riposo². (Poza 2022).
Durante la menopausa, il fisiologico declino di questo ormone, unito all’invecchiamento, può rendere meno stabile il ritmo circadiano, con un impatto diretto sulla qualità del riposo notturno³.
Diversi studi hanno dimostrato che a una minore produzione di melatonina durante e dopo la menopausa, si associa una maggiore frequenza di risvegli notturni e una riduzione del tempo trascorso nelle fasi di sonno profondo. Inoltre, la melatonina esercita effetti positivi anche sulla regolazione della temperatura corporea e sulla riduzione dello stress ossidativo, fattori utili per contrastare gli effetti dei cambiamenti ormonali sulla qualità del sonno³.
Azione sui sintomi vasomotori (vampate e sudorazione)
I sintomi vasomotori sono definiti come un improvviso senso di calore corporeo o arrossamento intorno a viso e collo, spesso accompagnato da sudorazione e tachicardia che generalmente durano meno di trenta minuti. Questi si manifestano nel 75-85% delle donne di mezza età e possono peggiorare la qualità del riposo durante la menopausa. Infatti, le donne con vampate di calore hanno una probabilità quasi tre volte superiore di riferire frequenti risvegli notturni rispetto a quelle non affette da vampate¹.
La melatonina, grazie alla sua capacità di modulare la termoregolazione corporea e di favorire il rilassamento contribuisce a ridurre la frequenza dei risvegli causati dalle variazioni di temperatura⁴.
Bibliografia:
- Laudisio, D., Graziadio, C., Marino, F. et al. Disturbi del sonno nella donna in menopausa. L’Endocrinologo 23, 573–578 (2022)
- Poza JJ, Pujol M, Ortega-Albás JJ, Romero O; Insomnia Study Group of the Spanish Sleep Society. Melatonin in sleep disorders. Neurología. 2022;37(7):575-585oza
- Tandon VR, Sharma S, Mahajan A, Mahajan A, Tandon A. Menopause and sleep disorders. J Mid-life Health 2022;13:26-33.
- Cagnacci, A et al. “Melatonin: a major regulator of the circadian rhythm of core temperature in humans.” The Journal of clinical endocrinology and metabolism vol. 75,2 (1992): 447-52.