Quante volte abbiamo sentito dire “ho provato la melatonina, ma non funziona”? È una frase che ricorre spesso, magari dopo aver acquistato l’integratore con la speranza di migliorare il proprio sonno, per poi ritrovarsi ancora svegli nel cuore della notte. La verità è che nella maggior parte dei casi la melatonina è efficace, ma viene utilizzata in modo scorretto. L’orario di assunzione sbagliato, l’esposizione alla luce artificiale nelle ore serali, o semplicemente la mancanza di alcune accortezze possono comprometterne l’efficacia. Quando si comprende il suo meccanismo d’azione e si seguono le giuste indicazioni, i risultati migliorano notevolmente.
Come funziona la melatonina
La melatonina è un ormone prodotto naturalmente dalla ghiandola pineale, situata nel cervello. Il suo ruolo principale è quello di regolare il ritmo circadiano, sincronizzando l’orologio biologico interno con l’alternanza luce-buio. Quando la luce ambientale diminuisce nelle ore serali, l’organismo inizia a produrre melatonina, i cui livelli nel sangue aumentano gradualmente fino a raggiungere il picco durante la notte. Questo processo naturale favorisce l’addormentamento (Young 2024)
È importante comprendere che la melatonina prepara gradualmente l’organismo al riposo, attivando i meccanismi fisiologici che favoriscono il sonno. Funziona come un segnale che comunica al corpo che è tempo di riposare (Poza 2022)
L’importanza del timing nell’assunzione
Uno degli errori più diffusi consiste nell’assumere la melatonina solo nel momento in cui si è già a letto, magari con la luce spenta e pronti a dormire. In realtà, è importante ricordare che la melatonina ha bisogno di tempo per essere assorbita e raggiungere una concentrazione efficace nel sangue.
Le evidenze disponibili indicano che l’assunzione ideale è circa 30–60 minuti prima di coricarsi, non all’ultimo momento: questa finestra temporale consente di avvicinare il picco di melatonina esogena a quello che si verificherebbe naturalmente, favorendo un addormentamento più fisiologico e una migliore qualità del sonno. (Humanitas)
Un aspetto rassicurante è che, alle dosi comunemente utilizzate e raccomandate, la melatonina non è considerata una sostanza che genera dipendenza o assuefazione, e può quindi essere impiegata anche per periodi prolungati, sempre nel rispetto delle indicazioni riportate in etichetta/foglio istruzioni e dei consigli del proprio medico o farmacista. (Tuft 2023).
I fattori che riducono l’efficacia
L’esposizione alla luce artificiale, in particolare quella blu emessa da smartphone, tablet e computer, rappresenta uno dei principali ostacoli all’efficacia della melatonina. Questa tipologia di luce inibisce la produzione naturale dell’ormone e può interferire anche con quella assunta come integratore. Il cervello interpreta la luce blu come un segnale diurno, impedendo l’avvio dei meccanismi del sonno. (Oh 2015)
Per massimizzare l’efficacia della melatonina è necessario ridurre l’esposizione ai dispositivi elettronici almeno 2-3 ore prima di coricarsi (Sleep Foundation) e creare un ambiente favorevole al riposo: buio, silenzioso e con temperatura adeguata. Questi accorgimenti apparentemente semplici fanno una differenza significativa. (Sleep Foudation)
Anche l’alimentazione incide in modo significativo: alimenti ricchi di triptofano come latte, tacchino, pesce, uova e semi di zucca favoriscono la naturale produzione di melatonina, mentre sostanze stimolanti come caffeina e nicotina possono ridurne l’efficacia. (Baranwal 2023) (Zuraikat 2021)
Un altro aspetto importante è che la melatonina non genera dipendenza né assuefazione, e, quindi, può essere utilizzata con continuità
BIBLIOGRAFIA
- Young, Morag J et al. “Circadian disruption and its impact on the cardiovascular system.” Trends in endocrinology and metabolism: TEM 36,9 (2025): 842-854
- Poza, J J et al. “Melatonin in sleep disorders.” Neurologia 37,7 (2022): 575-585.
- https://www.humanitas.it/news/melatonina-che-cose-e-a-cosa-serve/#:~:text=Per%20aiutare%20a%20stabilire%20un,e%20aumentare%20gradualmente%20se%20necessario.
- Tuft, Colin et al. “Current Insights into the Risks of Using Melatonin as a Treatment for Sleep Disorders in Older Adults.” Clinical interventions in aging 18 49-59. 12 Jan. 2023
- Oh, J., Yoo, H., Park, H. et al.Analysis of circadian properties and healthy levels of blue light from smartphones at night. Sci Rep 5, 11325 (2015).
- https://www.sleepfoundation.org/bedroom-environment/blue-light
- https://www.sleepfoundation.org/melatonin/is-it-safe-to-take-melatonin-every-night
- Baranwal, Navya et al. “Sleep physiology, pathophysiology, and sleep hygiene.” Progress in cardiovascular diseases 77 (2023): 59-69.
- Zuraikat, Faris M et al. “Sleep and Diet: Mounting Evidence of a Cyclical Relationship.” Annual review of nutrition 41 (2021): 309-332